PRECAUZIONI TEMPORANEE NELL'USO DELL'ACQUA DOMESTICA A CAUSA DEL SUPERAMENTO DI ALCUNI PARAMETRI NORMATIVI (D.LGS. 31/2001)
08/06/2019
Vista la nota del 05/06/2019 prot.2182 del laboratorio di analisi biologiche incaricato della verifica periodica della qualità dell’acqua immessa nell’acquedotto comunale, nella quale si segnala una difformità (art.3 DPR n.236/1988) nel campione prelevato dai bacini che servono la località di Cadegliano e di Viconago, e più precisamente per la presenza di Batteri Coliformi e di Escherichia coli;
Preso atto che la contaminazione può essere stata causata:
  • Dalla presenza di possibili elementi contaminanti all’interno dei bacini nel corso della recente installazione del nuovo sistema di monitoraggio dell’acquedotto;
  • Dal ritrovamento di piccoli varchi lungo la rete di protezione istallata per impedire l’ingresso di animali;
  • Dal prolungato periodo di siccità seguito da copiose piogge, che provoca il sollevamento dei sedimenti presenti nel fondo del bacino;
Ritenuto di:
  • Dover procedere ad un temporaneo aumento della parte di cloro nel bacino, che verrà portato a 0,2 mg/l fino al cessare della contaminazione;
  • Verificare la presenza e chiudere i varchi lungo la recinzione di protezione dei bacini;
  • Constatare la presenza di altre possibili cause della contaminazione quali perdite, infiltrazioni, presenza di sporco o animali presso i punti di captazione;
  • Di porre in essere le misure più opportune per evitare danni alla salute degli utenti dell’acquedotto comunale;
Visti i D.lgs. n.267/2000 e la circolare n.15/SAN/2004 e s.m.i.;
ORDINA
Per i motivi in premessa:
LA BOLLITURA DELL’ACQUA A FINI ALIMENTARI
EROGATA DALL’ACQUEDOTTO
CHE SERVE LA LOCALITA’ DI CADEGLIANO E VICONAGO
Il presente divieto è valido fino a revoca della presente e comunque dell’avvenuto ripristino delle condizioni di conformità dell’acqua erogata, ai parametri di legge;
Sarà data adeguata pubblicità mediante pubblicazione all’Albo Pretorio nelle forme e nei termini di legge e mediante comunicazione all’ATS competente;
Contro la presente ordinanza è ammesso, nel termine di 60 giorni dalla pubblicazione all’Albo Pretorio, ricorso al T.A.R. di Milano, oppure, in via alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica da proporre entro 120 giorni dalla suddetta pubblicazione.